I gatti del porto

(a Gaia Boni)

Timidi e paurosi si avvicinano i gatti. Li chiami, non ti ascoltano. Sentono solo l’odore del cibo. Studiano il tuo corpo e decidono se sei amico o nemico. Non parlano perché con la parola si mente. Ma cantano, perché nel canto non si mente. Anche tu, perché ti ostini a tradurre in parole i canti e suoni che ti scoppiano in cuore? Le parole sono ombre di ombre. Lancia come palloni le parole, fai come i gatti e cantale! I gatti si avvicinano. Prima il gatto dominante, poi gli altri si fanno d’attorno al tuo cibo. Non chiedono altro. Non chiedere ai gatti di parlare. Ma guarda il loro corpo. La loro compagnia è più intensa se sono distanti. Guardali! La natura ti parla nei gatti. La natura ha paura. I gatti del porto: belve bambine che si muovono come ombre. Piccoli autistici impauriti da tutto fuorché dalle loro abitudini. Guardali e impara. Getta i significanti nel canale: abboccheranno alla rete di qualche pescatore! Il senso non esiste. I gatti lo sanno. Lasciati andare alla tua buffoneria, lanciala come un pallone. Vestiti del silenzio, vesti del canto dei gatti…

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