Eresie felliniane

IO -Io Fellini l’ho sempre trovato più suggestivo che profondo.

INTERLOCUTORE -Ma come? In che senso?

IO -Ecco… Orson Welles ha detto: “Fellini mostra pericolosi segni di essere un artista superlativo con poco da dire”. Per me questo rispecchia…

INTERLOCUTORE -… l’invidia di Orson Welles!

IO -Può darsi, però penso una cosa: che dopo che se n’è andato Flaiano, Fellini non ha più scritto una sceneggiatura con dei personaggi approfonditi, con delle psicologie. Ha sempre creato atmosfere. Affascinanti, magiche, ma… non appena andavi al contenuto, spesso era persino triviale. Il che non ci sarebbe niente di male, se non fosse che… se ci fosse anche dell’altro. E… dell’altro c’è, ma, come dire… l’altezza del cielo di Fellini rimane sempre un po’… bassa, come un cafè chantant portato al massimo livello di suggestione

INTERLOCUTORE -Ma come si possono dire certe cose?

IO -So che ho tutto da perdere, ma… Franco Fortini ha scritto che Fellini ha “splendidamente raccontato avidità, degradazione, vanità”. Ecco… lui per me ha rivestito di un manto meraviglioso i lati peggiori dell’uomo.

INTERLOCUTORE -E ti sembra poco? Il Novecento non è stato anche questo togliere il velo all’ipocrisia della dignità?

IO -Certo. Però la mia repulsione non riguarda l’artista, ma l’uomo. Che a un certo punto si è messo a “fare Fellini”, senza neanche cercarsi un soggetto, anzi mettendo anche se stesso in scena, col suo corpo. Come se pensasse che gli bastasse accendere una cinepresa per essere affascinante: Intervista è un film sul niente, eppure…

INTERLOCUTORE -Ma questo è moralismo! Allora l’arte dovrebbe essere tutta arte impegnata? Ma non ti sei accorto di quanto sono invecchiati, visti con gli occhi di oggi, i film del Neorealismo?

IO -Ma io non dico questo. Dico solo che, da un certo punto in poi, gli è diventato sempre più difficile trovare un soggetto. Poi, certo, di fronte a I vitelloni, Le notti di Cabiria, Otto e mezzo, E la nave va, io ti dico: tanto di cappello!

INTERLOCUTORE -E meno male!…

(fotogramma del film Otto e mezzo)

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