I disoccupati

Noi godiamo una spaventosa libertà. Animali notturni, gufi, barbagianni che di giorno dormono e di notte vanno a caccia sui PC, la libertà per noi è una goccia che ci scava un buco nel cervello. È un morbo, una tara. Ci abituiamo ad esser parassiti, pensiamo come parassiti. Le nostre passioni non ci appassionano più. I nostri tratti si smorzano in una linea di matita cancellata, di cui resta soltanto l’incisione sul foglio, fossile contornato da lievi sbaffi di grafite. Apolidi colpevoli di essere apolidi, e se incolpevoli ugualmente apolidi, i peggiori di noi scontano per un breve delitto un infinito castigo, i migliori hanno un castigo senza avere commesso un delitto. Gente che calpesta un suolo su cui non ha diritto. Gente che si nasconde dalla vergogna. Gufi, barbagianni, animali o forse minerali. Eravamo vivi nell’infanzia, quando il nostro dovere era solo di vivere e sognare. Poi non siamo cresciuti. Scompariamo…

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