“L’abito della Felicità”: la luce di Alessia Bronico

Senza te sarò nudità,
svestita d’abiti leggeri.
Spogli se divisi.
Il fagotto accomodato sul tavolo rotondo,
il giorno in cui morirò, aprilo.
Incontrerai le vesti d’ottobre
e il mio amore, felice.

Alessia Bronico sceglie sempre la luce. Nei suoi versi si avvertono gli echi del dolore, l’esperienza delle asperità della vita lascia la sua impronta, eppure ciò che prevale è un senso d’incanto, un genuino amore per il lato gentile delle cose, espresso in forme insieme colte e ingenue. L’abito della felicità (LietoColle, 2016) è una raccolta traversata dall’amore: dalla gioia e dalla fatica dell’amore. Un amore che ha sempre un corpo, che ha sempre un Tu a cui schiudersi, che non è mai astratto.

Sulla paglia d’agosto,
nudi,
profuma la camomilla.
Spine di spighe mietute
sulla schiena ad ogni
spinta,
gambe sudate sotto il sole
cocente e neppure il vento
a calmare la sete,
Persefone.

Poi che il vento giunse,
con una preghiera,
improvviso e forte,
gli abiti della Felicità volarono via,
erano lì accanto ai corpi.
Parevano aquiloni stropicciati.

Anche quando l’amore fa male, l’autrice trova il modo di ricostruire una forma di felicità che non escluda la frattura, ma anzi la ricomprenda:

Ho guardato a lungo l’autoscatto
di quell’ottobre.
Ho stracciato il mio volto,
il tuo sorriso, l’azzurro sullo
sfondo, il lampione annebbiato.
In aria coriandoli felici
(in terra eravamo mescolati).
Ho combinato la Felicità:
i tuoi piedi sulle mie gambe,
i tuoi occhi sulla mia mano,
il tuo sorriso sulla mia fronte
poggiati su un tappeto di foglie,
cielo e cemento.

A volte basta un semplice verso a scoprire tutta la polisemia e tutta la gamma espressiva dell’amore:

Se mi sfiori s’apre la terra tra noi.

Il radicamento nel reale in questa poesia è assoluto, non lascia alcuno spazio alla metafisica. Tutto ha un corpo. E l’autrice si presenta innanzitutto come un corpo, che come quello di un albero ha salde radici nella sua terra, l’amato Abruzzo:

L’abito della Felicità che conosci
ha i colori del mare,
garbino nelle pinete d’Abruzzo.


Beatitudine di calanchi assolati,
dirittura di cattedrali,
viottoli,
mosto biodinamico,
gelo da cui far conoscenza di mare.


Donne d’Abruzzo:
farina nelle dita accese,
libri sotto i letti disfatti,
musica sulle scale scolorite dal tempo.


Io di tale terra, tu con me.

Una poesia laudativa, in equilibrio tra le figure tradizionali e quelle della modernità: ecco come si presenta la poesia di Alessia Bronico alla sua prima raccolta. Una poesia che già promette lo splendore che troveremo nell’ultimo, ancor più luminoso e consapevole, Amore a posteriori.

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