Vivian e il nonsenso del mondo

In nessuno dei suoi autoritratti Vivian Maier fotografa direttamente se stessa: si riprende sempre nel riflesso di uno specchio o di un vetro. Qualche volta si fotografa solo come ombra. Questo per dire che, nella sua arte, lei stessa sta come un oggetto fra gli oggetti. La sua visione sembra scaturita da un’attività autonoma della… Continua a leggere Vivian e il nonsenso del mondo

Chiara Romanini, “Dimore perdute”

Il mistero è altra cosa dal segreto. Il segreto è spiegabile, ma la sua spiegazione è nota a pochi: riguarda gli iniziati. Il mistero, invece, non è conosciuto da nessuno: riguarda le cose ultime, e nel momento in cui anche uno solo ne trova la chiave, cessa di essere un mistero. La vera arte mescola… Continua a leggere Chiara Romanini, “Dimore perdute”

Chiara Romanini, “Voci di pietra”

Si produce una singolare reazione chimica quando l’arte di Chiara Romanini incontra la rocca di Craco. Sembra che quel paese, un tempo roccaforte strategica e ora accumulo di case morte, stia lì per incontrare la trasfigurazione della sua fotografia. La poetica di fantasmi della giovane artista persiste in una luce nuova, non intima e crepuscolare… Continua a leggere Chiara Romanini, “Voci di pietra”

Chiara Romanini, “Pelle di fantasma”

È un mondo di fantasmi quello di Chiara Romanini. Un mondo attraversare il quale è ipnotizzante. Il dolore innominabile, senza volto, che le sue visioni calcificano evoca più di un riferimento ai maestri, dai volti velati di Magritte all’accumulo di oggetti morti di Boltansky; da Man Ray alle melodie visive della pittura metafisica. Ma la… Continua a leggere Chiara Romanini, “Pelle di fantasma”