Polifonia di porci

(a Ilaria Seclì) Cuesta merda de la vita, ripetono; Cuesta merda de l'Eurozona, yo ti dico; Cueste potense mundiale, yo ti dico, ché son mundiale, dicono voci mischiate di vento; Ha investito due miliardi di dollari, due milioni, yo ti dico, esto cazzo de gobierno, voci impastate di alcool; Abdallah, Abdallah, e ridono; e le… Continua a leggere Polifonia di porci

Un caso di cronaca nera

"Di aspetto poco imponente, piuttosto accigliato, meridionalmente indolente, pieno di affettazioni di grandezza e di galanteria di gusto spagnolesco. Si anima per discorrere con irrefrenabile loquacità di musica e di caccia; si sforza dovunque vada di far eseguire ed eseguire egli stesso musica, pronto se manchi un cantore a partecipare all'esecuzione dei propri madrigali, dei… Continua a leggere Un caso di cronaca nera

Il fantasma della casina rosa

Serena abitava nella casina rosa, l’eremo in cui Morselli scrisse molti libri, a picco sul lago di Varese, a Sasso di Gavirate. Ogni notte sentiva dei passi sul tetto. -Era proprio sopra la mia stanza da letto. Era la primavera, c’eravamo appena trasferiti. Andò avanti per tre mesi. Puntuale, tutte le notti da mezzanotte a… Continua a leggere Il fantasma della casina rosa

Vita

Sì, ho sentito la voglia di vivere nella vongola che, quando cercavo di aprirla, serrava le valve in un estremo tentativo di non farsi uccidere. La gallina aveva gli occhi di spavento quando la contadina pigliò le forbici. E il bambino, alla morte del nonno, sapeva che qualcosa di irreparabile era accaduto. Qualunque cosa che… Continua a leggere Vita

La pipa dei sogni

Non era questione di fumo, ma d’identità. Da quando aveva perso il lavoro aveva perso anche quella, la cercava e si aggrappava ai dettagli per trovarla. Un giorno, durante una passeggiata, aveva visto quella pipa sulla vetrina della tabaccheria vicino al mare: dritta, elegante, rusticata, dello stesso color del tabacco. Ma costava ottanta euro. Ne… Continua a leggere La pipa dei sogni

Un libro con dedica

(a Ilaria Seclì) «Ti ho spedito il mio libro. Stavolta non ti mando una lettera scritta a mano, mi sono accorto che scrivere a mano, quasi sempre, mi limita, che solo nella parola astratta della scrittura a macchina mi sento libero di dire quello che mi pare. È una deformazione dei nostri tempi, senz’altro, ma… Continua a leggere Un libro con dedica