Per il mio funerale

“Che cosa mi aspetta?”, chiese. “Nulla”, rispose il dottore. Il viso di lui si contrasse. Il dottore gli prese la mano. “Non vado via”, disse. “Ma vado via io”, gli rispose. “Devo andarmene e ho ancora tanto da dire”, pensò e non lo disse. * Per il mio funerale non voglio fiori. Non voglio nemmeno… Continua a leggere Per il mio funerale

I matti del manicomio

Archivio di persone furiose, fondo senza pozzo, nume innume. C’è la pineta ma non ci sono gli alberi. Cantano le cicale ma non c’è mezzogiorno. Le voci rotolano controvento. Si combatte per alzar la voce, ma il vento la ributta giù… Siamo in un macero d’acqua, corpi a mollo nel sole a picco, sepolti dal… Continua a leggere I matti del manicomio

I chiusi dentro

(A chi soffre di non comunicare, in particolare agli affetti da Sindrome di Asperger) Avere una vita grandiosa e non saperla dire. Sentire tutto fino a farsi male e sembrare che non si senta nulla. Vivere nel fuoco e condursi nel gelo. Sentire che il nostro sangue è diverso e doversi nascondere, evitare di ferirsi… Continua a leggere I chiusi dentro

Lettera d’amore

“Ci regaliamo il frutto delle notti, gli anni vissuti senza di noi. Un incendio, una morte, una rinascita, un rifondare l’uno nell’altra le nostre città. Il tuo corpo è una storia d’amore. Porta i segni di tutto il mio amore. Modellato con mani da vasaio, con pazienza creato, scolpito. Sei intensa come l’odore dei tropici.… Continua a leggere Lettera d’amore

La vita del borgo

Dal mio punto di osservazione, osservo. È il privilegio di non avere una vita. Liberarsi dall’ingombro dell’io, trasformarsi in puro punto di vista. Gli aerei che volano. Le macchine. Negozi aperti per nessuno. Le parole degli uccelli che cadono giù dai rami. Il rimbombo della musica di un baraccone. Camion che scaricano merci -per chi?… Continua a leggere La vita del borgo

Una voce

L’editore continuava a pensare alla telefonata. Era stato di pomeriggio. Non era successo niente di particolare quel pomeriggio e niente di particolare sarebbe successo la sera. Tranne la telefonata. Una donna che aveva pubblicato il suo unico libro tanti anni prima lo aveva contattato per chiedergli di sottoporgli un nuovo dattiloscritto e aveva detto: -Per… Continua a leggere Una voce

Una repubblica privata

“Quando ero piccolo ho volato. Ero in piedi su un tavolo, quando mi sono librato in volo. Il mio corpo per alcuni secondi ha levitato. Poi sono atterrato sull’erba. Bella età, l’infanzia. Ero così puro che anche gli oggetti mi obbedivano. Chiedevo alla palla di tornare indietro e la palla, come fossi un Messia, tornava… Continua a leggere Una repubblica privata