Il dolore e la luce del mondo: “Splendora” di Alessia Bronico

Con Splendora, la lingua di Alessia Bronico passa dalla poesia alla prosa. Passa portando con sé il bagaglio di luminosità e consapevolezza che la contraddistingueva in poesia. Splendora è un libro durissimo, che racconta di violenze e ristrettezze, ma anche di un desiderio d’altro che è qualcosa di più dell’ansia di riscatto: è una luce… Continua a leggere Il dolore e la luce del mondo: “Splendora” di Alessia Bronico

“Mazzarrona”: la natura e il tempo

Il mare, in Mazzarrona di Veronica Tomassini, è importante come la collina per Pavese. “Il vento che arrivava dal mare doveva purificare quel luogo immondo dove non germinavano nuove piantine, in una terra dura e bugiarda.” “La luce poggiava sulle nostre tenere spalle, su quelle di Mary. Il mare dietro le agavi era placido. La… Continua a leggere “Mazzarrona”: la natura e il tempo

“Aspettare, aspettare…” Uno sguardo su Mazzarrona, con la musica di Coltrane

Un giorno, da un CD ascoltato distrattamente in macchina, si è levata la melopea sforzata, lamentosa e dura di John Coltrane. Subito il pensiero mi è corso alle atmosfere allucinate, immobili, taglienti di Mazzarrona, il romanzo di Veronica Tomassini che avevo da poco iniziato a leggere e che sto ancora leggendo. Difficile spiegare il perché… Continua a leggere “Aspettare, aspettare…” Uno sguardo su Mazzarrona, con la musica di Coltrane

Con mano mozartiana: “Viviana del lago” di Giovanna Amato

Un giovane critico col carattere di un paladino, una pittrice famosa ma ignorata dalla critica, una sorella della pittrice che è la confidente ideale. Questi i tre personaggi principali sulla scena. Un lago vulcanico in Campania, su cui affacciano le case dei tre, è lo scenario. Giovanna Amato muove i personaggi e muove la penna… Continua a leggere Con mano mozartiana: “Viviana del lago” di Giovanna Amato

Al cuore della “fine della Storia”

Stavolta parlo di Vodka siberiana, il libro che Veronica Tomassini ha autopubblicato e che è disponibile solo ordinandolo da lei medesima, che lo custodisce come un oggetto sacro, da distribuire solo a chi lo cerca e lo vuole profondamente. Questo è il libro della santità di Veronica, che si è accollata il male di un… Continua a leggere Al cuore della “fine della Storia”

Veronica Tomassini: il beneficio di non fare sconti

Mi ero proposto di concludere con qualcosa di più impersonale, ma preferisco riportare le parole che ho scritto oggi all'autrice, a lettura ultimata. "Cara Veronica, ho finito il tuo romanzo, e mi dispiace averlo finito perché mi ci ero affezionato. In un passo dici: io so di saper vivere. Sì, questo è il romanzo di… Continua a leggere Veronica Tomassini: il beneficio di non fare sconti

Tra estasi e sradicamento: la lingua di “Sangue di cane”

A poche righe di distanza, due passi danno un’idea dello spettro tonale e stilistico di Veronica Tomassini. Non siamo stati soli, Sławek, non eravamo, io e te, se non strumenti nella volontà di un pensiero superiore. Strumenti e servi l’uno dell’altro per arrivare al buon Dio, il Padre che non costringe troppo nelle tenebre, che… Continua a leggere Tra estasi e sradicamento: la lingua di “Sangue di cane”

Veronica Tomassini, “Sangue di cane”

Mi rendo conto che è poco ortodosso scrivere di un libro che non si è ancora finito di leggere. Ma questo libro non ha nulla di ortodosso, per cui mi prendo la libertà di scriverne per frammenti. È l’incredibile storia d’amore tra una ragazza della buona borghesia palermitana e un immigrato polacco che fa il… Continua a leggere Veronica Tomassini, “Sangue di cane”

Il germe della colpevolizzazione nel “Segreto di Luca” di Silone

Il segreto di Luca è un libro di cui non si parlerà mai abbastanza bene. Geno Pampaloni lo ha definito “un bellissimo nodo d’amore”, ma è molto di più: è il punto di congiunzione fra il Silone realista e il Silone utopista. La storia potrebbe essere accaduta davvero, ma ha tutti i connotati di una… Continua a leggere Il germe della colpevolizzazione nel “Segreto di Luca” di Silone

Il segreto di Silone: “Vino e pane”

Pochi scrittori sanno commuovere come Silone: commuovere proprio nel senso latino di movere, di scuotere qualcosa nel profondo. Uno “scuotere” mai violento, mai a strattoni: ottenuto anzi coi mezzi della più pacata ruvidezza, con virile gentilezza, con un’escavazione del dolore priva di compiacimenti. Non c’è sensualità in quest’arte: la prosa di Silone sembra anzi un… Continua a leggere Il segreto di Silone: “Vino e pane”