Manoscrivere e dattiloscrivere

(a Giovanna Giolla) Cara Giovanna, mi affascina la differenza fra chi scrive a mano e chi scrive a macchina. Ho sempre trovato curioso che Cortázar affermasse di sentirsi più libero, con la macchina da scrivere, di dire tutto quello che voleva. In effetti è così anche per me. Scrivere a macchina è un po’ come… Continua a leggere Manoscrivere e dattiloscrivere

Le incisioni di Herbert von Karajan

Lo stile di Karajan è cambiato moltissimo col tempo, e non sempre in meglio. Chi conosce le sue incisioni dei primi anni ’40 si è trovato di fronte a un direttore di accattivante vitalità, un po’ gigione, stilisticamente legato alla lezione dei maestri austro-tedeschi del primo Novecento (Strauss, Krauss, Schalk), che ama giocare con i… Continua a leggere Le incisioni di Herbert von Karajan

Nikisch, per la madosca!

Se devo scegliere qualcuno, che sia Nikisch! Se avevi suonato con lui, tutti gli altri direttori erano fiacchi. Per la madosca! Arthur Nikisch, l’uomo più gentile che si potesse incontrare. Credo non abbia mai alzato la voce. Non ne aveva bisogno. Lui diceva: siete stati bravissimi, splendidi: solo, vi chiederei di cambiare questa piccola cosa…… Continua a leggere Nikisch, per la madosca!

Una foto di Campana

Cotesto non sono io, cazzo! L’uomo ritratto in codesta foto era un uomo ordinario, si chiamava Filippo Tramonti ed era un avvocato, un comune borghese che infinocchiava i clienti. E voi avete scambiato la sua foto per la mia e l’avete messa sulle copertine dei miei libri. Cani! C’è da giurare che è stato un… Continua a leggere Una foto di Campana

Per saecula–tutto e niente

L’ultima persona che lo ha conosciuto è morta nel 1997: era nata ad Arles nel 1875 ed è vissuta 122 anni. Si chiamava Jeanne Calment. Nel 1888 aveva tredici anni e si trovava nel negozio di colori della sua famiglia quando vide entrare Van Gogh. “Era sporco, brutto, col volto bruciato dall’alcol, per nulla gentile.… Continua a leggere Per saecula–tutto e niente

La morte del poeta

Passeggiava nel vento Picasso, uomo antichissimo dalle visioni moderne. Era il 9 novembre, quasi l’estate di San Martino. Dai balconi pendevano panni stesi ad asciugare al sole e al vento. Picasso non era di buon umore. In guerra aveva perso tanti amici, alcuni perché erano partiti al fronte, altri perché non gli avevano perdonato di… Continua a leggere La morte del poeta

Nino Rota

Io sono il sogno, e il mio sogno è apollineo. C'è tutta una musica che cerca di rispecchiare le disarmonie del mondo. Federico si è sforzato, coi suoi film, di dare luce alle disarmonie della sua anima. Io invece ho bisogno di geometria, di leggerezza. Io parlo coi morti, e coi morti bisogna andar leggeri.… Continua a leggere Nino Rota