Una semplice poesia

Uno dei più limpidi esempi della forza e della semplicità della poesia è A Marechiare di Salvatore di Giacomo. La conoscono tutti come canzone napoletana, con la musica di Francesco Paolo Tosti -mio conterraneo abruzzese. Ma di Giacomo era un grande poeta e A Marechiare inizia con due versi che sono da soli un piccolo… Continua a leggere Una semplice poesia

“Fuocoammare”

Quello che resta è il silenzio. Chi cerca un film di drammi, emergenze e affanni lo cerchi altrove. Il ritmo di Fuocoammare è quello con cui le vecchie riassettano le lenzuola sui letti e i marinai aspettano mesi prima di tornare a casa… La pazienza, la tenacia, la lentezza: c’è questo nel carattere dei lampedusani… Continua a leggere “Fuocoammare”

L’inventore di vite

Veniva da una famiglia importante Marcel Schwob, ma il suo primo amore era stata una ragazza del popolo. Nulla si sa di Louise, tranne ch’era malata. Stettero insieme di nascosto, l’aristocratico e la donna del popolo, finché lei morì. Gli amici dicono che fu devastato. Ma già un anno più tardi era legato a un’altra… Continua a leggere L’inventore di vite

La morte di Vian

Uno muore dei dispiaceri della vita mentre cerca di rallentare la morte. Qua fuori gli operai crepano di lavoro, chi sotto una macchina che si rompe e gli spacca la testa, chi perché beve sistematicamente per dimenticare i dispiaceri di una vita di merda e poi crepa di cirrosi. Non si vorrebbe crepare, ma non… Continua a leggere La morte di Vian

Il compositore inesistente

Il signor Kieslowski e il signor Preisner s'incontrarono per la prima volta in un bar di Cracovia nel 1981. Preisner aveva venticinque anni, Kiselowski circa dieci di più. Non fu un incontro felice. Kiselowski disse a Preisner che quelli del suo ambiente avevano fama di essere pigri e ritardatari, e lui aveva bisogno di un… Continua a leggere Il compositore inesistente

La parola poetica

Ci sono in musica pezzi brevissimi, efficacissimi, che sembrano scritti d'un fiato. Dicono poco, con pochi mezzi, ma dicono tutto l'essenziale. Più che al primo ascolto, quando possono deludere per la loro nudità, li scopri con ascolti successivi. Non raccontano un mondo, non lo evocano: lo istituiscono, e tutto ciò che è al loro interno… Continua a leggere La parola poetica

La partitura di un film

L’Otello di Orson Welles va visto in lingua originale. Non si potrebbe altrimenti apprezzare sia l’espressività della voce di Welles -Fellini raccontava che si poteva stare incantati ad ascoltarlo per ore, anche senza capire una parola- che il suo genio musicale. Welles sa dare all’alternanza, all’impasto, all’ “orchestrazione” di voci suoni e rumori un carattere… Continua a leggere La partitura di un film

Un romanzo di Bruno

Una sera Giusi non riusciva a prender sonno e mi ha chiesto di raccontarle una storia. Io le ho raccontato quella di Bruno Schulz; ma quando lei s’è addormentata credo che Bruno non fosse nemmeno adolescente. Adesso riprovo a raccontarla. Se vi addormentate anche voi, saprò ch’è una storia noiosa. Considerate che non sono un… Continua a leggere Un romanzo di Bruno

Metamorfosi

(a Chiara) Il mio Miles Davis preferito non è in Kind of Blue: è in un album del 1961 intitolato Someday My Prince Will Come. La quinta take, Teo, è un viaggio all'inseguimento del mistero del suono. La tromba di Miles disegna schegge di una melodia primordiale, vagamente spagnoleggiante, ma enigmatica quanto quelle dei Tre… Continua a leggere Metamorfosi