“Dentro le cose vive / sento le cose morte”: la poesia di Ilaria Palomba

Gioia di restare è un gesto, residuo di esistenza bucata. Siamo inchiodati alla stessa croce, estasi è separazione. Vivaldi di notte, un verso di Alejandra e dopo l'acqua stilla, evapora, non possiamo berla. Dire acqua è dire nulla, non estingue la sete, la parola rivela un corpo estraneo. Se io ti vedessi su questa radura… Continua a leggere “Dentro le cose vive / sento le cose morte”: la poesia di Ilaria Palomba

Concerto per amore: “In comode rate” di Beatrice Zerbini

Qui è tutta un’attesa di nutrirti o di marcire Per Beatrice Zerbini l’amore è principio vitale totale, senza il quale nulla si dà o si fa conoscere in pienezza. Non si tratta dell’amore ricambiato, ma di tutto ciò che l’amore tocca, anche la separazione, anche la pena d’amore. Donarsi e lodare: questi  i due cardini… Continua a leggere Concerto per amore: “In comode rate” di Beatrice Zerbini

L’epoca impressa sulla pagina

Ilaria Seclì non canta il cosmo, è il cosmo che canta in lei. Lei risuona di mondo. Lo avvertiamo con chiarezza in queste due poesie datate 2013. Se la profondità non ha letto per l'acqua resta richiamo d'inferno e pietre occhi di bambino prestati a voglie adulte il gioco è strada secca coi morti che… Continua a leggere L’epoca impressa sulla pagina

Claudia Di Palma, “Atti di nascita”

La parola è un chiodo. Il verbo che tu incarnavi ti tolse di mezzo scavandoti piano. Riconobbi il tuo volto dal vuoto che vi cresceva rigoglioso al centro. Da lì tu mi guardavi senza mai sciogliermi, mi lasciavi ai miei giorni grossolani, io mi dimenavo con cose di scarso valore, monili d’argento, e tu, tutto… Continua a leggere Claudia Di Palma, “Atti di nascita”

Alessia Bronico, “Un dio giallo”

Scorticami, prendi pure tutto, arriva fino al midollo, gusta la mia carne tenera, a tratti dolorante d'autunno. Stacca la scorza dal viso, dalle braccia, a piene mani cuore, polmoni del respiro, reni della paura, fegato delle botte, occhi della visione. Strappa i capelli, a ciocche. Ché non debba più curarmi del riflesso livido di me.… Continua a leggere Alessia Bronico, “Un dio giallo”

Claudia Di Palma, “Altissima miseria”

Ti offro la mia bandiera bianca, ti porto nel luogo stupendo della mia resa, la scrittura, e spezzo le parole come pane. Queste briciole non hanno pietà dell’indifferenza. Si prendono spietata cura di tutte le cose. Con queste parole sferzanti Claudia Di Palma ci accoglie nel suo universo espressivo. È un esordio potentissimo. La poesia… Continua a leggere Claudia Di Palma, “Altissima miseria”

“Il dio illuminato della Levità”: Emilia Barbato

Una poesia urgente e saggia, mi ero detto al primo contatto col lavoro di Emilia Barbato. Non mi sbagliavo, e Il rigo tra i rami del sambuco (Pietre vive, 2018) lo conferma. Chi ha la gioia, come me, di essere amico dell’autrice, di conoscere la sua tenacia di fronte al dolore, ritrova nella sua opera… Continua a leggere “Il dio illuminato della Levità”: Emilia Barbato

“L’abito della Felicità”: la luce di Alessia Bronico

Senza te sarò nudità, svestita d’abiti leggeri. Spogli se divisi. Il fagotto accomodato sul tavolo rotondo, il giorno in cui morirò, aprilo. Incontrerai le vesti d’ottobre e il mio amore, felice. Alessia Bronico sceglie sempre la luce. Nei suoi versi si avvertono gli echi del dolore, l’esperienza delle asperità della vita lascia la sua impronta,… Continua a leggere “L’abito della Felicità”: la luce di Alessia Bronico

Il grande corpo del mondo: Alessia Bronico

Che sorpresa la poesia di Alessia! Innanzitutto, è poesia scritta in una lingua chiara e fruibile, e non in un idioletto del poeta che la rende oscura e poco comprensibile; e già questo è sorprendente in un contesto in cui la poesia è così colpevolmente consapevole che tende a farsi metapoesia di se stessa. Non… Continua a leggere Il grande corpo del mondo: Alessia Bronico

Mariasole Ariot: una postelegia

Sfrega sui corpi – fino a quando è quando – non c’è spazio – un passato di animale – vita questa vita – che smette la parola – questa vita che non vive – che chiude e si arrende alla tua vista – la palpebra che azzera la mia voce Nelle poesie di Elegia (Anterem… Continua a leggere Mariasole Ariot: una postelegia