“L’abito della Felicità”: la luce di Alessia Bronico

Senza te sarò nudità, svestita d’abiti leggeri. Spogli se divisi. Il fagotto accomodato sul tavolo rotondo, il giorno in cui morirò, aprilo. Incontrerai le vesti d’ottobre e il mio amore, felice. Alessia Bronico sceglie sempre la luce. Nei suoi versi si avvertono gli echi del dolore, l’esperienza delle asperità della vita lascia la sua impronta,… Continua a leggere “L’abito della Felicità”: la luce di Alessia Bronico

Il grande corpo del mondo: Alessia Bronico

Che sorpresa la poesia di Alessia! Innanzitutto, è poesia scritta in una lingua chiara e fruibile, e non in un idioletto del poeta che la rende oscura e poco comprensibile; e già questo è sorprendente in un contesto in cui la poesia è così colpevolmente consapevole che tende a farsi metapoesia di se stessa. Non… Continua a leggere Il grande corpo del mondo: Alessia Bronico

Mariasole Ariot: una postelegia

Sfrega sui corpi – fino a quando è quando – non c’è spazio – un passato di animale – vita questa vita – che smette la parola – questa vita che non vive – che chiude e si arrende alla tua vista – la palpebra che azzera la mia voce Nelle poesie di Elegia (Anterem… Continua a leggere Mariasole Ariot: una postelegia

“Dinosauri psicopompi”

“Sono stata brava nel bosco” un morso alla gola, il momento in cui sono più felice è quando soffoco dalla brutalità gli affetti circolari, continui, profondi, rassicuranti blueberry fields covered with mist campi di mirtilli coperti di nebbia e alla fine tutti agnellini ma io voglio scuoiare i lupi Dinosauri psicopompi (Anterem, 2022) è fin… Continua a leggere “Dinosauri psicopompi”

Christian Sinicco, “Ballate di Lagosta”

poi sono arrivate le stagioni, le invasioni e le proteste, il corpo si è inabissato nel mare nostro, nella profondità che divora la mia bocca gonfia, ma la chiude sulle tamerici e la sabbia perché non ho potuto spezzare l’imbarco, spezzare dove un carcere è una madre violentata molteplici volte, non ho potuto gridare liberateli,… Continua a leggere Christian Sinicco, “Ballate di Lagosta”

Cristina Polli, “Tutto e ogni singola cosa”

Toni idilliaci dissimulano una pulsazione incalzante. Così si presenta la poesia di Cristina Polli, profondamente femminile per la vitale essenzialità, la contemplativa drammaticità dei momenti più intensi. Robert Schumann scrisse che la musica di Chopin somigliava a "cannoni nascosti in mezzo ai fiori". Potremmo dire lo stesso di questa poesia, ma l'immagine dei cannoni sarebbe… Continua a leggere Cristina Polli, “Tutto e ogni singola cosa”

Elisa Ruotolo, “Corpo di pane”

Da tempo dico che la migliore poesia italiana di questi anni è scritta da donne. È una poesia lontanissima dagli stereotipi sulla “scrittura femminile” e caratterizzata da una precisione di linguaggio che ha il suo antecedente in Emily Dickinson. Un esempio di questa scrittura è Corpo di pane di Elisa Ruotolo (nottetempo, 2019). Si apre… Continua a leggere Elisa Ruotolo, “Corpo di pane”

La ferita e la grazia: Isabella Bignozzi, “Memorie fluviali”

lo vedi amore mio con questa preghiera selvaggia fiamma libera come saliamo in alto sopra il taglio e la tregua com’è avvolta di salvezza ogni nostra cura e queste nere piccole morti che provano a stringerci i polsi non hanno più la via né le mani diventano giorno diventano acqua Tutto è ferita nella poesia… Continua a leggere La ferita e la grazia: Isabella Bignozzi, “Memorie fluviali”

Tra la Passione e Terezin: Silvia Comoglio, “Via Crucis”

In quasi tutti i diciassette testi che compongono questo brevissimo poemetto (Via Crucis, puntoacapo, 2014) il ritmo è faticoso e scandito: è il ritmo di una durissima salita. Silvia Comoglio attinge a tutta la fatica della lingua per restituire almeno un po’ dell’orrore della via crucis. La sua originalissima sillabazione delle parole e la dilatazione… Continua a leggere Tra la Passione e Terezin: Silvia Comoglio, “Via Crucis”

“Tirrenide”: poema epico del sé plurale

dare forma e poi rimettere le mani in pasta e recreare un’altra forma prossima all’infanzia della precedente e precederla in un cerchio un ciclo due anzi un triciclo o l’uroboro Il mare ricrea continuamente se stesso come la parola risemantizza eternamente se stessa. E nel mare ci sono le sirene, creature di parole –perché delle… Continua a leggere “Tirrenide”: poema epico del sé plurale