Eliza Macadan, “In ginocchio fino all’arcobaleno”

Cara Eliza, ho appena finito di leggere il tuo In ginocchio fino all’arcobaleno (Passigli, 2020). L’attacco della prima sezione, Il viso del cuore, è tipico tuo: “l’architettura del paradiso / rimane in progetto / quanto ci piacciono le lacrime”. Dopodiché inizia un’opera che non mi aspettavo, apocalittica, ironica, visionaria. Tutto avviene sullo sfondo di una… Continua a leggere Eliza Macadan, “In ginocchio fino all’arcobaleno”

Eliza Macadan, lacrime senza santi

Nella sua raccolta Pianti piano (Passigli, 2019, con una nota di Amedeo Anelli) Eliza Macadan scrive di lacrime. Uno dei primi libri di Cioran si intitolava Lacrime e santi. Qui però non ci sono santi. C’è Dio, ma è un interlocutore attendibile quanto lo specchio davanti a cui si parla a se stessi. Più che… Continua a leggere Eliza Macadan, lacrime senza santi

Eliza Macadan, “Pioggia lontano”

“La poesia occidentale ha perso l’uso del grido” scrive Cioran nei Quaderni. Ma Eliza Macadan non ha paura del grido. Certo lo affianca con l’ironia, lo circoscrive col gioco (Pioggia lontano si apre coi versi «facciamo che / io mi nascondo qui / e tu mi trovi / fra cent’anni» nella dedica a Luca). Ma… Continua a leggere Eliza Macadan, “Pioggia lontano”

Eliza Macadan: un poema come d’amore

Rare volte la scrittura sa essere insieme diretta e profonda. Sono due qualità che sembrano escludersi a vicenda. Eliza Macadan le concilia con naturalezza disarmante. Disarmante ancor più se pensiamo che la sua poesia è scritta in una lingua che non è quella che parla ogni giorno. Romena vissuta in Italia, giornalista di professione, Eliza… Continua a leggere Eliza Macadan: un poema come d’amore